PROGETTO ARTISTICO
Sursum Corda! nasce dall’idea di attraversare la storia della musica pianistica seguendo una traccia apparentemente lontana dal pianoforte: il canto gregoriano. Il progetto esplora la sua presenza, trasformazione e memoria nella musica per pianoforte, dal Romanticismo alla contemporaneità.


L’IDEA
Il canto gregoriano non è trattato come semplice repertorio storico, ma come memoria musicale che riappare, si trasforma e diventa nuova materia nelle opere pianistiche. Il progetto segue il passaggio dal Romanticismo al presente, osservando come spiritualità, memoria e suono strumentale possano incontrarsi.
LA DIMENSIONE CONTEMPORANEA
Sursum Corda! non si limita al repertorio storico: apre un dialogo con la composizione contemporanea attraverso la commissione di due nuove opere di compositori under 35, pensate specificamente dentro il suo orizzonte artistico. Nuovi linguaggi per estendere il rapporto tra tradizione gregoriana e pianoforte contemporaneo.


SVILUPPO DEL PROGETTO
Sursum Corda! è pensato come un viaggio musicale, che trova la sua naturale collocazione in spazi dall’identità acustica e architettonica significativa: chiese, cappelle, monasteri e altri luoghi attraversati da una forte dimensione spirituale o storica.
“Sursum Corda! – Echi gregoriani dal Romanticismo ad oggi” è stato selezionato nel contesto del programma SIAE “Per Chi Crea” 2025 per un tour di concerti in diverse regioni d'Italia, e comprende anche la creazione di due nuove opere commissionate a giovani compositori.
IL REPERTORIO
Da Liszt a oggi
Il programma attraversa un paesaggio musicale sospeso tra memoria, spiritualità e destino. Dalle arcaiche Ogives di Satie ai Preludi sopra melodie gregoriane di Respighi, il canto antico riaffiora in forme sempre nuove; con Mouvement di Debussy emerge l’ombra del Dies irae, mentre Liszt ne approfondisce la dimensione spirituale in Vision, Sursum Corda! e nel Miserere d’après Palestrina. L’Intermezzo op. 118 n. 6 di Brahms apre una parentesi più intima e crepuscolare, prima che Crumb con "A prophecy of Nostradamus" e Totentanz di Liszt conducano il percorso verso un finale monumentale e apocalittico.
